Produzioni: 1999-2000: Sacra Rappresentazione "Il Giudizio Universale in Canavese"
IL GIUDIZIO UNIVERSALE IN CANAVESE
Abbiamo realizzato (organizzazione e regia) la Sacra Rappresentazione IL GIUDIZIO UNIVERSALE IN CANAVESE di Costantino Nigra e Delfino Orsi, Promossa dalla Comunità Montana Valle Sacra, dalle Comunità Montane del Canavese, con il contributo della Provincia di Torino, della Regione Piemonte, della Cassa di Risparmio di Torino.
E' teatro popolare, impegna 44 interpreti, comparse, i cantori del Centro Etnologico Canavesano.
I bozzetti delle scenografie e dei costumi sono stati curati dell'Istituto Statale d'Arte Felice Faccio di Castellamonte.
E' uno spettacolo popolare realizzato in Canavese, che affonda le radici nel Medioevo.
(In questa pagina, alcune immagini del backstage.)

Liberamente tratto dall'edizione pubblicata e commentata (1896) da Costantino Nigra e Delfino Orsi - si apre con l'ingresso in scena dell'Arcangelo Michele, il quale evoca Acheronte dall'Inferno e lo investe di potere e autorità: "principe sarai di tutto il mondo".
Acheronte è il simbolo del male, oscuro e allegorico personaggio che agisce nell'ombra e, per raggiungere i suoi malvagi traguardi, trasforma un uomo in Anticristo.
L'Anticristo diventa sovrano e sottomette le genti con favori e miracoli, circondato di soldati, notabili, da quanti esercitano il potere temporale, mandando a morte i cristiani che si oppongono.
A contrastarlo insorgono santi e profeti, mentre Gesù Cristo dal Paradiso invia l'Arcangelo Raffaele e si profila la battaglia definitiva tra il Bene e il Male.

L'Anticristo crede di aver raggiunto il massimo potere, crede di essere circondato da seguaci fedeli, ma tutti lo abbandonano all'arrivo dell'Arcangelo Michele che lo uccide, quindi i diavoli lo trascinano nell'inferno.
E' il principio dell'Apocalisse: entra in scena la Morte a porre termine ai sogni alle illusioni, alle speranze degli uomini.
Solo il Povero saprà tenerle testa, perché niente lo lega ai beni materiali e sa come essere felice del suo stato: "se nulla possiedo, possiedo il tutto".

Poi "cadranno morti tutti i viventi" e la Morte si ritira, dopo essere diventata regina del mondo.
Inizia il Giudizio Universale con I'Arcangelo Michele che evoca dall'inferno i demoni della Superbia, dell'Avarizia, della Lussuria, dell'Ira, della Gola, dell'Invidia, della Pigrizia, a descrivere peccati e vizi terribili, che sono stati la rovina dell'umanità.
I Dannati si disperano, i Giusti li contrastano, l'Arcangelo Michele chiama i morti alla resurrezione e Gesù Cristo, con Maria Vergine, pronuncia la sentenza divina: il fuoco eterno per i Dannati e la salvezza per i Giusti.
Il Giudizio Universale si conclude, nel gran finale, con l'invito a tutti affinché si rifletta sulle gioie e le miserie umane perché "l'Inferno non son quattro indemoniati, ma ogni istante che vivete senza amore".
Beppe Valperga

LA MESSA IN SCENA
Partecipano alla messa in scena attori provenienti dalle compagnie canavesane "Il chiodo fisso" di Ozegna, "Tredici a teatro" di Vische, "I tirapere" di Bairo, "Esedra" di Agliè, a cui si sono uniti numerosi appassionati, per un totale di cinquanta personaggi tra interpreti e comparse.
I bozzetti dei costumi e delle scenografie sono stati realizzati dall'Istituto Statale d'Arte "Felice Faccio" di Castellamonte, in collaborazione con la regia dello spettacolo.
Inoltre partecipano Amerigo Vigliermo e il Coro Bajolese a sottolineare, con canti e musiche tradizionali e popolari, sentimenti e profonde radici canavesane del Giudizio Universale, che si riallaccia idealmente agli studi e alle ricerche di Costantino Nigra e alle rappresentazioni di fine Ottocento.
I tre atti originari dello spettacolo si svolgono senza interruzioni in un atto unico, un percorso drammatico dall'Inferno al Paradiso, punteggiato da musiche e cori.
IL GlUDIZIO UNIVERSALE IN CANAVESE è stato progettato e realizzato come evento culturale, rispettandone il carattere popolare, affinché sia possibile rappresentarlo all'aperto o al chiuso, in teatro o in piazza.